Come funziona il calcolatore
Questo strumento calcola in tempo reale le tasse e il netto spendibile per i professionisti e le ditte individuali in regime di contabilità semplificata. È sufficiente inserire il fatturato incassato, i costi deducibili e il proprio profilo previdenziale per ottenere una stima completa di INPS, IRPEF, addizionali regionali e comunali, e il netto reale che rimane a disposizione.
I valori sono aggiornati alla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) e alle circolari INPS di febbraio 2026. Per ogni voce calcolata è possibile consultare la fonte normativa di riferimento nella pagina Fonti normative.
Il regime semplificato: IRPEF e scaglioni 2026
Nel regime di contabilità semplificata il reddito viene tassato con le ordinarie aliquote IRPEF progressive. A differenza del regime forfettario — che applica un'imposta sostitutiva piatta del 15% — nel semplificato si pagano le tasse in proporzione al reddito effettivo, dedotti i costi reali sostenuti nell'attività.
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una riduzione importante: l'aliquota del secondo scaglione IRPEF scende dal 35% al 33%, con un risparmio massimo di 440 euro annui per chi ha un imponibile superiore a 50.000 euro. Gli scaglioni vigenti nel 2026 sono:
- 23% — sulla quota di reddito fino a 28.000 €
- 33% — sulla quota di reddito da 28.001 a 50.000 € (ridotta dal 35% nel 2025)
- 43% — sulla quota di reddito oltre 50.000 €
L'aliquota si applica per scaglioni: se il tuo imponibile è 35.000 €, paghi il 23% solo sui primi 28.000 € e il 33% sui restanti 7.000 €, non il 33% su tutto. Dall'IRPEF lorda si sottrae poi la detrazione per lavoro autonomo (art. 13 TUIR), che può ridurre significativamente il carico fiscale per i redditi più bassi.
I contributi previdenziali INPS
Prima dell'IRPEF, il reddito viene ridotto dai contributi previdenziali, che variano a seconda della categoria. I professionisti senza cassa privata (consulenti, informatici, grafici, traduttori e molte altre categorie) versano alla Gestione Separata INPS il 26,07% del reddito netto. Gli artigiani versano il 24,00% e i commercianti il 24,48%, con un contributo minimo fisso annuo anche in caso di redditi bassi.
I contributi INPS versati sono integralmente deducibili dal reddito complessivo e abbassano quindi la base imponibile IRPEF: più contributi si pagano, meno IRPEF si deve. Questo meccanismo rende il calcolo complessivo non banale, ed è per questo che uno strumento di simulazione preciso fa la differenza.
Come si calcola il netto spendibile
Il netto reale spendibile è ciò che rimane dopo aver sottratto dal fatturato tutti i costi, i contributi INPS, l'IRPEF netta e le addizionali regionali e comunali. Per un professionista in Gestione Separata con un fatturato di 40.000 € e costi contenuti, l'aliquota effettiva complessiva si attesta tipicamente tra il 38% e il 42%, lasciando un netto di circa 22.000–24.000 €.
L'aliquota effettiva è sempre inferiore all'aliquota marginale (quella dello scaglione più alto raggiunto): la progressività del sistema, combinata con le deduzioni dei costi e la detrazione per lavoro autonomo, fa sì che nessuno paghi mai il 33% o il 43% sull'intero reddito.
Per approfondire come funziona il sistema fiscale nel dettaglio, leggi la guida completa al regime semplificato 2026 o consulta le domande frequenti.